La famiglia Schiaparelli


Il genio di Ernesto non fu un evento isolato, ma la stella più luminosa di una straordinaria costellazione familiare. Dalle scienze esatte all’arte, passando per le discipline umanistiche, gli Schiaparelli hanno lasciato un’eredità di eccellenza che ha le sue radici nel Biellese.

IL CARTOGRAFO DI MARTE

Figura di statura mondiale e direttore dell’Osservatorio di Brera, Giovanni rivoluzionò l’astronomia del suo tempo. Le sue mappe di Marte, con la celebre e controversa rete di “canali”, infiammarono il dibattito sulla vita extraterrestre. Fu anche il primo a dimostrare il legame tra le comete e gli sciami di stelle cadenti. Immaginiamolo scrutare il cielo notturno dalla tranquillità di una specola sulle colline biellesi, cercando lo stesso ordine e la stessa bellezza che il fratello Ernesto avrebbe poi cercato sotto la sabbia d’Egitto.

il PONTE VERSO L’ORIENTE

Anima umanistica della famiglia, Celestino fu un insigne arabista e professore alla Sapienza di Roma. Il suo lavoro di traduzione, in particolare del poeta arabo-siciliano Ibn Hamdis, aprì all’Italia le porte di un universo letterario e culturale di straordinaria ricchezza. Fu lui a trasmettere alla figlia Elsa quella curiosità per l’esotico e l’arte che ne avrebbe definito lo stile.

il CUSTODE DEL MEDIOEVO

Nato a Cerrione, Luigi fu uno dei massimi paleografi e diplomatisti d’Europa. Con il rigore ereditato dalla scuola tedesca, applicò un metodo scientifico allo studio dei documenti medievali, ricostruendo secoli di storia italiana. Le sue opere, come il “Codice Diplomatico Longobardo”, sono ancora oggi pilastri della ricerca storiografica.

L’ARTISTA DELLA LUCE

Fratello di Ernesto e suo alleato fondamentale, Cesare fu un premiato fotografo e animatore culturale. Come fondatore della Società Fotografica Subalpina, elevò la fotografia al rango di arte, ma mise anche la sua perizia tecnica al servizio della scienza, documentando con occhio d’artista le scoperte archeologiche del fratello.

L’ARCHITETTA DELLA DONNA MODERNA

Figlia di Celestino, ereditò l’audacia intellettuale della famiglia e la traspose nel mondo dell’alta moda parigina. Le sue collaborazioni con i surrealisti come Salvador Dalí diedero vita ad abiti-scultura che erano vere e proprie opere d’arte. La sua invenzione più celebre, il “rosa shocking”, fu un manifesto di indipendenza e anticonformismo. Più di ogni altra stilista della sua epoca, Elsa Schiaparelli usò l’abito non solo per liberare il corpo della donna, ma per esprimerne l’intelletto, la personalità e l’audacia, diventando un’icona di emancipazione femminile e la prima stilista a conquistare la copertina del “Time”.